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Contratto preliminare di compravendita: cos’è e a cosa serve

Hai messo in vendita la tua casa, fatto un’adeguata pubblicità, ricevuto delle visite e trovato gli acquirenti interessati. E ora? Per concludere regolarmente l’affare è necessario stipulare il contratto preliminare di compravendita.

Purtroppo mettersi d’accordo con la controparte non basta, così come non è sufficiente scaricare da internet il facsimile di un contratto generico. Prendere sottogamba questo particolare momento della trattativa potrebbe condurti, nel migliore dei casi, alla firma di documenti non validi ai fini legali o, in casi estremi, a sottoscrivere accordi per te poco convenienti a causa della fretta.

Per evitare situazioni disastrose, ricorda che è sempre opportuno affidarsi a dei professionisti che siano in grado di personalizzare il compromesso di vendita e seguire tutte le fasi della trattativa con competenza.
Intanto, però, è giusto che tu ne sappia di più su cos’è e a cosa serve realmente.

contratto preliminare di compravendita

Cos’è un contratto preliminare di compravendita immobiliare

Il contratto preliminare di vendita di un immobile è una sorta di promessa scritta attraverso la quale le parti – definite promissario venditore e promissario acquirente – si obbligano a concludere l’affare in un tempo stabilito, determinato proprio durante la stipula di questo accordo.

Prima di firmare ti consiglio di leggere con attenzione tutte le righe del documento: ciò che viene scritto nel preliminare sarà riportato anche nel contratto definitivo, senza possibilità di ripensamenti, e potrà essere modificato solo con l’accordo della controparte.

Tu che possiedi l’immobile dovrai garantire a chi vuole comprarlo:

  • l’esclusiva proprietà e disponibilità del fabbricato;
  • l’assenza di ipoteche, vincoli e gravami, iscrizioni e trascrizioni pregiudizievoli di qualsiasi genere al momento del rogito notarile;
  • la conformità alle regole edilizie e urbanistiche in vigore.

Una volta accertata la regolarità di ciò che stai vendendo, puoi procedere con il contratto preliminare di compravendita che dovrà contenere:

  • i dati anagrafici delle due parti;
  • i dati catastali dell’immobile e la sua collocazione;
  • lo stato degli impianti presenti;
  • il prezzo di vendita e le modalità di pagamento concordate;
  • i tempi di consegna;
  • la data della stipula del contratto definitivo.

Se l’acquirente ha la necessità di vincolare il preliminare all’accettazione del mutuo, a tutti i dati che ho elencato andrà aggiunta una cosiddetta clausola sospensiva in cui si stabiliscono i tempi entro i quali ottenere il finanziamento. Avrai comunque diritto all’assegno per la caparra ma dovrai restituirlo in caso di responso negativo della banca, dietro rilascio di tutta la documentazione che prova la non fattibilità del mutuo.

In questo caso, quindi, il compromesso di compravendita non ti dà la certezza di aver venduto l’immobile: se desideri bloccare un’altra casa con la somma ottenuta dalla trattativa, quindi, aspetta che la controparte – e la banca soprattutto! – ti dia il via libera.

Cosa succede se cambi idea perché hai trovato qualcuno disposto a pagare di più? Dovrai restituire il doppio della caparra ricevuta. Al contrario, se tutto prosegue secondo i piani, puoi passare alla trascrizione o registrazione dell’atto.

preliminare di vendita immobile

La trascrizione del preliminare di vendita di un immobile

La trascrizione di un contratto preliminare dà forma pubblica alla proposta di acquisto e ha un effetto di prenotazione che dura 3 anni. Fatta eccezione per l’acquirente, in questo lasso di tempo nessuno può mettere le mani sulla proprietà, banche comprese.

La trascrizione non è obbligatoria ma consigliata nel caso in cui tu abbia un’attività di proprietà o una situazione economica incerta perché protegge, a tutti gli effetti, l’immobile da eventuali ipoteche.

Come si trascrive il contratto preliminare di compravendita

Il compromesso di vendita viene sottoscritto davanti al notaio che autentica le firme e si occupa di trascriverlo presso la Conservatoria dei Registri Immobiliari. L’operazione ha un costo che si aggira attorno ai 1.000€, a cui dovrai aggiungere la parcella del notaio.

Trattandosi di una cifra non di poco conto, il mio consiglio è di procedere alla trascrizione solo se temi che qualcuno possa avanzare pretese sulla proprietà che hai messo in vendita. In caso contrario, puoi passare oltre e arrivare direttamente alla fase finale della compravendita.

Che differenza c’è tra trascrizione e registrazione di un compromesso?

A differenza della trascrizione, la registrazione del preliminare costituisce un atto obbligatorio a livello fiscale e ha la funzione di dare una data certa al contratto.

Va fatta entro 20 giorni dalla firma del compromesso di compravendita, presentando doppia copia firmata del documento, il modello 69 e la ricevuta di avvenuto pagamento della relativa imposta all’Agenzia delle Entrate tramite F23.

In pratica altro non è che una tassa da pagare: in caso di inadempimento vai incontro a multe salate, dunque ricorda di effettuare il pagamento quanto prima.

compromesso di compravenditaRiepilogando, un contratto preliminare di compravendita immobiliare ben predisposto obbliga e tutela tutti i protagonisti della trattativa. Certo, fare le cose per bene e nel rispetto delle normative vigenti non è facile. Per questo motivo devi necessariamente affidarti a degli specialisti del settore immobiliare se vuoi vendere casa in sicurezza, senza rischi e in tutta tranquillità.

Se hai bisogno di un aiuto o vuoi richiedere una consulenza gratuita, chiamami ora al 393.7464374 oppure contattami dall’apposito modulo presente sul sito web di Salvi Immobiliare. Sarò felice di consigliarti al meglio sulle decisioni da prendere per concludere la vendita della tua proprietà senza difficoltà.


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